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Yoga.

Cos’è lo Yoga

La pratica Yogica ha radici millenarie e si assume abbia avuto origine in India. È giunta fino ai giorni nostri grazie agli insegnamenti tramandati da Maestro (Acarya o Guru) a discepolo (Sannyasin) nel corso degli anni.

Gli Yogasutra di Patanjali, rappresentano l’opera letteraria più autorevole che si occupa di tutti gli aspetti della Filosofia. Mancano fonti certe per datare con esattezza il periodo nel quale visse il filosofo Patanjali. si pensa all’incirca nel II secolo a.C.

Egli fu un grande Maestro spirituale e si ritiene sia stato il primo a codificare mettendoli per iscritto, gli insegnamenti fondamentali di questa scienza antica, fino ad allora tramandati oralmente.

L’opera di Patanjali rappresenta un testo filosofico essenziale per il ricercatore spirituale (sādhaka) che desideri comprendere il senso della vita e conoscere sé stesso.

L’alchimia dello Yoga

Yogayogas citta-vrtti-nirodhah

Lo yoga è la soppressione (controllo) delle modificazioni della mente

Il termine “Yoga” deriva dalla radice “yuj” che significa giogo o congiungere. Si riferisce all’unione tra l’anima umana o “jivatma” con “paramatma” la superanima. All’inizio l’anima era una sola, il jivatma (l’essere vivente/materia) si separò dal paramatma per godere del mondo materiale pur mantenendo dentro di sé la presenza/l’essenza dell’anima suprema (paramatma). Da qui il destino di ogni jivatma di dover compiere il ciclo evolutivo nell’universo per riunirsi al paramatma.

Il significato più esaustivo per il termine “Yoga” è dunque il processo di riunificazione di entrambi (jivatma e paramatma) entro un’unica coscienza.
“Citta” è la sostanza mentale che fa da sfondo, ovvero il campo dove avvengono le modificazioni della mente denominate “Vrtti”. Il citta è il mezzo attraverso il quale la coscienza si esprime. È errato definirlo in maniera superficiale semplicemente “mente”, in quanto quest’ultima esprime solo i pensieri, le emozioni, le intenzioni sulla scorta delle conoscenze acquisite e dei condizionamenti subiti nella vita presente e in quelle passate.

Con il termine “Nirodhah” viene indicato uno stato di “controllo”, “inibizione” e di “rimozione” (rispettivamente dallo stadio iniziale a quello più avanzato: il risveglio, l’evoluzione) delle
modificazioni della mente (“vrtti”) in seno alla propria coscienza (“citta”).

Yoga significa dunque mantenere sotto controllo la propria mente mediante la consapevolezza nel gestire il processo mentale per realizzare lo scopo stesso dello Yoga, il Samadhi (illuminazione) e dunque conseguire la liberazione dai condizionamenti della materia e pervenire alla percezione che tutto è riconducibile a Uno.

Giorni di Luna Piena

Le fasi lunari influenzano tutto ciò che è di natura acquosa e di conseguenza anche gli esseri umani, in quanto composti per il 70% da acqua.

Se si pratica lo stile Mysore dell’Ashtanga Vinyasa Yoga è tradizione astenersi dagli Asana (posizioni) nei giorni di luna piena e di luna nuova, poiché il campo mentale potrebbe esserne influenzato in maniera non corretta.

Per tutti gli altri stili di Yoga, la pratica verrà adeguata alle indicazioni fornite dai Maestri della Millenaria Tradizione Filosofica. L’osservanza di questa semplice regola è un modo per riconoscere ed onorare i ritmi della natura così da vivere più in armonia con essa.

Agosto 2020

› Luna piena: 03.08
› Luna nuova: 19.08

Settembre 2020

› Luna piena: 02.09
› Luna nuova: 17.09

Ottobre 2020

› Luna piena: 01.10 / 31.10
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Novembre 2020

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Dicembre 2020

› Luna piena: 30.12
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