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MEDITAZIONE SUL TEMPO E LA MORTE

MEDITAZIONE SUL TEMPO E LA MORTE

Il tempo è una questione di intensità… di toni espressivi, di armonie, di bellezze!
Lo spirito della quercia ad una precisa frequenza è ghianda, ad un’altra è albero, sempre è Amore.
Potremmo dire che l’alito della quercia ad un certo grado di impeto dell’amore è albero, e ad un altro è ghianda.
Come le onde del mare hanno diverse forze e a volte tacciono,
poiché le pause sono fondamentali al loro ritmo,
così un’immagine è pura armonia.
La ghianda contiene la quercia e la quercia contiene la ghianda, come l’onda ha in sé il mare e il mare ha in sé l’onda.
Non c’è un prima ed un dopo.
Non c’è un inizio ed una fine: il tempo è circolare.
La natura ne è l’esempio più concreto.
Da un’altra prospettiva, quella della mente invece, il tempo è lineare…
perciò tutte le costruzioni mentali, obbediscono a questo principio.
La circolarità del tempo è istantaneità.
Il mare è istantaneo all’onda, la quercia è istantanea alla ghiandaia ma,
la mente filtra a poco a poco la loro pura essenza, perché ha paura e la vuole controllare.
In questo modo crea la sensazione del prima e del dopo.
Il mito del tempo fornisce alla mente la credenza di esercitare un potere sull’immagine…
misurandola, prevedendola, governandola.
L’immagine con le sue intensità improvvise, le sue armonie incalcolabili, incommensurabili, spaventa il processo del
pensiero che quindi, sente il bisogno di poterla gestire, addomesticare.
Il mito del tempo è assolutamente funzionale alla governabilità dei simboli.
Esso prevede che tutte le cose abbiano un inizio, portando così in essere la narrazione della creazione e della nascita.
In verità i testi antichi dicono: “Noi siamo gli eterni non nati, mai creati, mai reali, mai irreali”.
Ma tutto ciò che ha un inizio deve avere altresì una fine.
Il mito del tempo porta in essere il sogno della morte.
Questo non ferma l’individuo che, pur di conservare l’illusione del potere, è disposto a morire e a soffrire.
Entrare nell’attimo presente è risvegliarsi dall’inganno del tempo.
Tutte le figurazioni sono generate “proprio adesso”.
Le cause sono contenute nel fine e il fine è sempre… qui, ora!
La sensazione che una rappresentazione abbia delle cause nel tempo,
dipende dalla prospettiva mentale con la quale la osserviamo.
Ogni uomo può declinare gli avvenimenti della propria vita con la mente o con il cuore.
Se li racconta con la mente è vittima della loro storia, se invece li descrive con il cuore ne è l’amante.
Ma sempre il seme di una forma viene generato nel momento in cui la stessa è narrata…
descrivere le impressioni è, portarle in essere.
In ogni istante è possibile scegliere se dimorare nella mente sulla base dei valori comuni,
oppure lasciarsi ispirare dall’anima ed essere testimoni dell’amore.
Mentre la vecchia “testa” interpreta le immagini sulla base del conosciuto,
l’immaginazione nuova, quella che sorge dopo che la mente vecchia si è fatta vuota e silente,
appare come una coscienza ispirata che dà eco alla voce reale dell’intelletto… quella dell’anima!
Vivi ogni evento nella sua evanescenza e non nell’illusoria speranza che duri per sempre.
Ripeti questa frase, falla risuonare dentro di te giorno dopo giorno, almeno per un minuto, più volte.
Sarai libero e non avrai paura.
“Ti prego maestro interiore, aiutami a sciogliere i miei attaccamenti e le mie paure.
Ti prego aiutami a vivere l’evanescenza profonda di tutte le mie relazioni, di tutte le mie azioni.
Prendo ferma risoluzione di sciogliere i miei attaccamenti e le mie paure.
Permango nella Fede, nel Respiro e nella Bellezza!”.

Soltanto la caducità è la garanzia dell’immortalità poiché il Sacro, è la più pura espressione dell’evanescenza.
Lo Staff di Yoga Studio