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MEDITAZIONE PER DIMORARE NELL’ASCOLTO INNOCENTE

MEDITAZIONE PER DIMORARE NELL’ASCOLTO INNOCENTE

Non lasciare che siano i pensieri a dirti ciò di cui hai bisogno: stai calmo e conoscerai la risposta alla tua domanda.
Cercare qualcosa, attendere qualcosa, sperare di realizzare qualcosa,
sono tutti movimenti che conducono lontano dal proprio asse.
Devi cominciare con l’essere ricettivo alle percezioni del corpo, della mente e dei sensi, in modo che essi abbiano l’opportunità di aprirsi completamente e di fiorire in te.
In questa concentrazione, in questa accettazione viene un tempo in cui troverai te stesso.
Non nella percezione, né nel mondo ma, nell’apertura stessa.
Quando il tuo ascolto è innocente, là vi è una disponibilità: alle funzioni della mente, all’energia in movimento.
Può essere giusto parlare di retta attenzione nel senso di ascolto incondizionato ma, questa applicazione è diametralmente opposta allo sforzo, in quanto libera da motivazione, direzione, proiezioni.
Tutto il corpo ascolta.
Esso è completamente fuori dalla relazione oggetto/soggetto.
Accade l’ascolto ma niente è udito e nessuno intende
e poiché l’ascolto incondizionato è la tua vera natura,
giungi a conoscere te stesso.
Tuttavia raramente sei in ascolto: vivi più o meno continuamente nel processo del divenire.
Proietti l’immagine di essere qualcuno e ti identifichi con essa.
Finché ti percepisci un’entità indipendente, si perpetua una fame, un senso di incompletezza.
L’io è continuamente in cerca di soddisfazioni e di sicurezza,
e da ciò nasce il tuo costante bisogno di diventare, di raggiungere, di portare a compimento.
Non entri allora mai veramente in contatto con la vita, perché questo richiede una disposizione che si rinnova di momento in momento.
In questa ampiezza si estingue l’agitazione generata dal cercare di colmare l’assenza che è in te e nel silenzio di fondo sei ricondotto alla tua vera completezza.
Quando non hai un’immagine di te stesso, allora sei uno con la vita e con il movimento dell’intelligenza.
Tutto ciò che fai intenzionalmente, appartiene all’io/ego e sebbene ti appaia come una azione, si tratta in realtà di una reazione.
Soltanto ciò che nasce dal silenzio è azione e non lascia residui.
Nella spontaneità, l’azione si compie ma non c’è nessuno che agisce. Qui non c’è strategia o preparazione.
Finché non hai realizzato il silenzio, stare seduto può aiutarti a familiarizzare con te stesso… ponendoti fuori dalla
reazione. Ti ritroverai nell’ascolto… ma si potrebbe dire nell’accettare che narratore e narrazione siano l’uno il riflesso dell’altra riportando il divino nel corpo, nella profonda comprensione di cosa significhi veramente amare.
Inizia da ora e, respiro dopo respiro, ripeti a te stesso,
per un minuto almeno tre volte al giorno, la seguente affermazione:
“La vita è la gioia di danzare sotto la pioggia. Non è lo sforzo di resistere nella tempesta.
Prendo allora ferma risoluzione di dimorare con apertura, nell’ascolto incondizionato ed innocente.
Permango nella leggerezza, nell’amore, nella fede e nella gratitudine”.

Che tutto sia imprevedibile, incalcolabile, immortale Bellezza… profonda e vera come gli abissi marini!
Lo Staff di Yoga Studio