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MEDITAZIONE PER DEPORRE LA VOLONTÀ DI CONTROLLARE GLI EVENTI E NON CONFONDERE LA PREGHIERA CON LA RICHIESTA

MEDITAZIONE PER DEPORRE LA VOLONTÀ DI CONTROLLARE GLI EVENTI E NON CONFONDERE LA PREGHIERA CON LA RICHIESTA

Quando il tuo corpo ha molto lavorato e non c’è più nulla che possa farti pensare al mondo, tutte le volte nelle quali ti sei talmente dato alla Natura che la tua unica preoccupazione è sopravvivere, la presenza nel respiro, diventa un’autentica possibilità di fonderti consapevolmente con l’infinito, nella dimensione del puro piacere, procreando con i cinque grandi spiriti che sono: la semplicità, la transitorietà, la malinconia, l’assenza, il declino.

Viaggiare nella pallida bruma degli stessi, senza spavento, autocommiserazione, sofferenza o angoscia, ma con la consapevolezza della grande luce che ogni ombra proietta, elevando i tuoi sogni all’altezza di quelli dei fiori, diventa una vera e propria iniziazione, concedendoti così di integrare la morte, come una goccia di pioggia che, cadendo, ritorna ad essere mare. Tutto ciò è questione di intensità ed ogni volta che ti ci immergi come in un vero e proprio bagno rituale, pare di essere sempre un principiante.

Se ti senti un perseguitato, è perché confondi la preghiera con la richiesta.
Pregare infatti significa rivolgerti alla dimensione del sacro, rimuovendo la volontà di controllare ogni evento con il mero sforzo razionale dell’io e ponendoti così in ascolto della volontà universale, nel dialogo con l’invisibile che dimora nella bellezza e nell’evanescenza delle forme,
nella tenuità dei colori, nel movimento delle melodie, nell’affievolimento dei profumi.

Per un minuto, almeno tre volte al giorno, concediti il tempo di essere lucidamente presente, qui ed ora, ai processi primari della vita nei quali si accoccola il segreto di ogni rivelazione e sapienza. Mentalmente ripeti allora la seguente formula poetica:

“Scoprire conoscenze, non significa raggiungere comprensioni lontane, ma togliere ciò che ammanta il sapere che è già qui.”

C’è una stupenda solitudine tra due persone che si amano, tra due immagini che si intrecciano dandosi l’una all’altra, nell’eterna transitorietà della loro creazione, che al tempo stesso è passaggio ed immortalità, aspirazione e vuoto!

Lo Staff di Yoga Studio